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Max Payne 3 [Recensione]

14 Mag

Tutti conosciamo la sua storia… ex poliziotto, sempre distrutto anima e corpo dalla morte della sua famiglia, gran bevitore e impasticcato (di certo non una bella vita) ed ora pronto a scatenare l’inferno nella sua ultima missione. Nelle mani Rockstar Vancouver anzichè di Remedy ha subito moltissimi cambiamenti. Non c’e che dire questi cambiamenti hanno di certo giovato a questa fantastica serie. In questo nuovo game vedremo un Max ancora in preda all’alcol e alle pastiglie fino a quando il suo presunto vecchio compagno d’accademia Passos lo trova in un bar del New Jersey e lo convince a lavorare insieme a lui come guardia del corpo per gente ricca e famosa, in particolare per l’importante famiglia Branco, che cura i propri affari a San Paolo, in Brasile. Chiedendogli questo il nostro caro Max è obbligato a svolgere il proprio lavoro completamente sbronzo per poi andare nel proprio appartamento tenendo in mano la foto della sua defunta moglie e bevendo altro whisky. Tutto questo ci fa capire come la Rockstar abbia dato molto spazio alla personalità del nostro protagonista. Vedremo la sua decadenza attraverso costanti flashback e flashforward, in cui ci troveremo a rivivere e giocare alcuni periodi antecedenti l’incarico in Brasile. Ci sono soltanto pochi rimandi ai capitoli precedenti, ma questo non vuol dire che chi non ha giocato ai primi due Max Payne non capisca niente della trama.

A San Paolo la situazione precipita in maniera vertiginosa. I tre fratelli Branco e la moglie di quello maggiore sono stati presi di mira da banditi delle favelas, bensì di gente ben organizzata, armata fino ai denti e con le spalle coperte. Cosa manca? Ah già il Bullet time il vero marchio della serie; in questo titolo lo visualizzeremo come un classico indicatore di adrenalina che si ricarica con il passare dei secondi o rimanendo in copertura se sottoposti al fuoco nemico e uccidendo gli avversari. Nel game si attiva manualmente con la pressione dell’analogico destro, oppure in automatico attivando il cosiddetto shootdodge, facendo tuffare in ogni direzione Max si attiva automaticamente il bullet time. Si entra nel bullet time anche subendo un colpo mortale ma avendo a disposizione ancora almeno un antidolorifico: in questa situazione avremo pochissimi secondi per colpire chi ci ha ferito a morte pena la morte istantanea. Molto spesso però sono gli stessi eventi di gioco a innescare lo stesso bullet time. Nessuna sequenza è banalizzata ci si sente sempre al centro dell’azione. Le animazioni di Max sono veramente molto naturali e realistiche paragonabili a quelle di un Uncharted. Potremmo utilizzare molti oggetti nello scenario ( totalmente distruttibile) e saremo anche totalmente liberi di scegliere la difficoltà come ad esempio la mira che può essere automatica, semiautomatica o manuale.

Precedentemente abbiamo parlato delle coperture (sono d’obbligo in un action in terza persona), esse sono di tipo attivo e possiamo tranquillamente proteggerci dagli attacchi nemici sparando con più relax, ma saremo comunque spinti a cambiare spesso copertura perchè l’intelligenza artificiale dei nemici e molto aggressiva.

Nel gioco abbiamo quattordici capitoli che si potranno completare in circa 10 ore, tutto poi dipenderà comunque dalla modalità in cui si gioca. Il Rage engine del gioco è stato potenziato in maniera vertiginosa rispetto a quanto visto in Red Dead Redemption, sicuramente dovuto dalle ristrettezze della mappa di gioco. Gli ambienti e gli interni sono stati ricreati in modo a dir poco maniacale. Tutto è dato da un taglio a dir poco cinematografico, ed è anche arricchito da un multiplayer ad dir poco valido.

Conclusione:

Questo titolo però non è di certo senza difetti, uno in particolare, i sottotitoli in italiano molto piccoli e a volte non si riescono nemmeno a leggere. Il frame rate a volte è ballerino per la versione Ps3. Alcuni automatismi non funzionano correttamente, come l’arma scarica che viene selezionata di default.

Eccellente lo stile narrativo, senza soluzione di continuità fra cutscene e gameplay vero e proprio. Tecnicamente ottimo, grazie alla fisica dei personaggi e dei proiettili. Sa essere difficile e offrire un grado di sfida molto intenso.

Voto: 9.5

 
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Pubblicato da su maggio 14, 2012 in Pc, Ps3, Xbox 360

 

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